martedì, 03 maggio 2005

Massafra - martedì 3 maggio 2005 all e 10.48 
Il presidente dell’Associazione Regionale Allevatori,  Pietro Salcuni, nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione provinciale allevatori di Taranto  tenutasi in questi giorni all'Appia Palace ha fatto emergere un dato preoccupante, ossia il prezzo regionale del latte pugliese potrebbe subire notevoli variazioni nelle cinque province  e i consumatori potrebbero trovarsi di fronte a prezzi anche sensibilmente differenti. Questo provocherebbe certamente conseguenze negative per un settore finito nel mirino delle contraffazioni e già sotto pressione vista la concorrenza anche fra paesi dell'Unione Europea. «Di fatto non esistono, quest'anno, le condizioni per una contrattazione unitaria. L'Associazione degli industriali - ha spiegato Salcuni- non ha una sezione lattiero casearia e non abbiamo un interlocutore, da loro riconosciuto, con il quale dialogare. Bisogna prendere atto della situazione ed andare avanti».  L'Ara, dunque, sta dialogando con le 3-4 aziende di grosse dimensioni di Puglia che, però, ritirano almeno il 50 per cento del latte prodotto. Si tratta della Centrale del Latte di Taranto (cioè la Parmalat), la Silac di Manfrendonia, e la Cordisco in provincia di Foggia, ma la contrattazione proseguirà, invece, con gli artigiani e cioè con i caseifici che quotidianamente trasformano l'ottimo latte della Murgia in squisiti latticini.  “La decisione dell'Associazione regionale allevatori, di fatto, fotografa la situazione esistente - ha commentato Vito Paradiso, presidente dell'Apa ionica - da parte nostra continueremo ad andare avanti sulla strada della qualità. In attesa del marchio Dop per il Fior di Latte dell'Appennino meridionale, per il quale dall'Unione Europea si attende l'ok a giugno dopo 8 anni”.
 

 

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categoria: massafra, allevatori

giovedì, 28 aprile 2005
  Allevatori chiedono Dop per fiordilatte «L’iter per questo ’Dop’ - spiega l’Associazione provinciale allevatori jonici - dura otto anni, ma l’UE ha nuovamente rinviato la decisione al prossimo giugno» BARI - La creazione del marchio di Denominazione d’origine protetta (Dop) per il formaggio «fior di latte» è uno dei principali temi dell’assemblea annuale dell’Apa (Associazione provinciale allevatori), convocata per venerdì 29 aprile alle 10 all’Appia Palace hotel di Massafra (Taranto).
«L’iter per questo ’Dop’ - spiega l’Apa - dura da otto anni, ma l’Unione europea ha nuovamente rinviato la decisione al prossimo mese di giugno».
«Dopo quattro anni di restrizioni nella commercializzazione del bestiame per la 'blue tongue', è ancora delicata la situazione economico-finanziaria delle aziende zootecniche».
Nel frattempo però «la pressione è notevolmente aumentata per la crescita delle importazioni non solo di latte ma anche di cagliate poi utilizzate per imitazioni dei latticini 'made in Puglia'.

La zootecnia ionica anche nel 2004, scrive l’Apa, ha confermato la sua leadership in Puglia per numero di allevamenti (475) sottoposti ai controlli funzionali e per capi bovini iscritti nei libri genealogici (20.490), da cui proviene la maggiore quantità di latte di qualità dell’intera regione (1.157.555 quintali prodotti lo scorso anno, cui segue Bari con 827.342 quintali, 360 allevamenti e 14.548 bovini). Più distanti, nella classifica, sono le altre province: a Brindisi gli allevamenti sono 66 (2.878 i bovini iscritti nei libri genealogici, 153.914 i quintali di latte prodotti), a Foggia 30 (1.957 bovini, 121.095 quintali di latte), a Lecce 40 (1.140 bovini, 58.492 quintali).

27/4/2005
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categoria: massafra, dop , fiordilatte, allevatori

 


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