Massafra - martedì 3 maggio 2005 all e 10.48
Il presidente dell’Associazione Regionale Allevatori, Pietro Salcuni, nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione provinciale allevatori di Taranto tenutasi in questi giorni all'Appia Palace ha fatto emergere un dato preoccupante, ossia il prezzo regionale del latte pugliese potrebbe subire notevoli variazioni nelle cinque province e i consumatori potrebbero trovarsi di fronte a prezzi anche sensibilmente differenti. Questo provocherebbe certamente conseguenze negative per un settore finito nel mirino delle contraffazioni e già sotto pressione vista la concorrenza anche fra paesi dell'Unione Europea. «Di fatto non esistono, quest'anno, le condizioni per una contrattazione unitaria. L'Associazione degli industriali - ha spiegato Salcuni- non ha una sezione lattiero casearia e non abbiamo un interlocutore, da loro riconosciuto, con il quale dialogare. Bisogna prendere atto della situazione ed andare avanti». L'Ara, dunque, sta dialogando con le 3-4 aziende di grosse dimensioni di Puglia che, però, ritirano almeno il 50 per cento del latte prodotto. Si tratta della Centrale del Latte di Taranto (cioè la Parmalat), la Silac di Manfrendonia, e la Cordisco in provincia di Foggia, ma la contrattazione proseguirà, invece, con gli artigiani e cioè con i caseifici che quotidianamente trasformano l'ottimo latte della Murgia in squisiti latticini. “La decisione dell'Associazione regionale allevatori, di fatto, fotografa la situazione esistente - ha commentato Vito Paradiso, presidente dell'Apa ionica - da parte nostra continueremo ad andare avanti sulla strada della qualità. In attesa del marchio Dop per il Fior di Latte dell'Appennino meridionale, per il quale dall'Unione Europea si attende l'ok a giugno dopo 8 anni”.
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