lunedì, 16 maggio 2005

MASSAFRA - Aldo Moro
27 anni dopo. Organizzata
dal Coordinamento Cittadino
della Margherita, la serata
dedicata alla memoria
del grande politico e statista
Aldo Moro ha visto la partecipazione
di un pubblico
adulto, che in prima persona
visse quella terribile esperienza,
destinata a segnare il
futuro della nazione, ma anche
da un pubblico giovane,
che da quell´esperienza cerca
di trarre tutti gli insegnamenti
possibili.
Seduti al tavolo della discussione
il coordinatore
cittadino del partito, Giuseppe
Miraglia, il capogruppo
consigliare Mimmo Convertino,
il sindaco di Massafra,
Giuseppe Cofano, il
coordinatore provinciale,
Franco Carbotti, e con loro
il coordinatore Regionale di
partito Gero Grassi. Proprio
quest´ultimo ha tenuto gli
intervenuti incollati al seggiolino
con il suo racconto
sugli accadimenti di quei
giorni. "Aldo Moro non è
passato", ha detto il primo
esponente regionale della
Margherita, "perché discutere
su Moro come sulle
grandi figure che hanno costruito
la nostra patria significa
parlare del presente
ma anche del futuro". Esordisce
così Grassi, prima di
cominciare la sua versione
dettagliata di come andarono
i fatti. Un "riassunto
breve" di quello che accadde,
ma che ha fornito a
tutti le sensazioni che quei
momenti hanno creato. Parte
dal 17 marzo del 1978,
partendo dal giorno in cui si
votava per quello che tutti
definirono il Governo
dell´astensione. Un periodo
in cui era vivo il "terrore"
scaturito dalle Brigate Rosse,
che in quel momento non
colpivano più solo i politici.
Tremenda l´affermazione di
Grassi, che dice: "in quei
giorni, ascoltare i telegiornali
significava contare i
morti". Molti di questi morti
erano figli di un sud che si
ribellava ad uno Stato che
"mangiava" i propri figli.
Quello che si stava formando
era un Governo che Moro
aveva faticato a costruire.
"16 giorni prima del rapimento",
continua Gero
Grassi, "Moro aveva spiegato
che bisognava chiamare
altre forze democratiche
per reagire ad una
situazione di soggiacenza al
partito armato, tentando di
trasferire un´idea di Stato
nella quale non ci sono padroni,
ma tante forze democratiche".
Si passa così a
parlare della fase del rapimento:
"Moro viene rapito
perché era divenuto un punto
di riferimento della Democrazia
Italiana. Sarebbe
divenuto Presidente della
Repubblica, e in quel momento
rappresentava quello
Stato che con grande difficoltà
si stava battendo contro
le BR". Nell´attuazione
del rapimento la sua scorta
rimase uccisa, crivellata da
350 colpi d´arma da fuoco.
Lui ne uscì illeso, segno
questo che chi sparava era
molto esperto. Pare che chi
compì il rapimento avesse le
divise dell´aeronautica. Seguirono
i 55 giorni di prigionia,
quelli in cui Moro
venne tenuto ostaggio, in
cui Moro scrisse decine di
lettere ai politici, agli italiani.
"Intervennero anche
l´Onu e il Vaticano", dice
Grassi, "e lui stesso chiedeva,
tramite le sue lettere,
di salvarlo, di contrattare
con i brigatisti, perché per
lui lo Stato doveva proteggere
prima di tutto il
cittadino", e lui in quel momento
era un cittadino in
attesa che lo Stato lo traesse
in salvo. "Il 9 maggio Moro
verrà ritrovato morto nel
cofano di una Renault 5, e
quello fu un giorno significativo.
Le stesse Brigate
Rosse erano divise sulla decisione
di uccidere o no
Aldo Moro. Fu l´ultimo vero
atto delle BR. Fu la fine
della I Repubblica. Fu la
sconfitta dello Stato, che
non aveva saputo salvaguardare
la vita umana di un suo
cittadino", e che cittadino
diremmo noi oggi.
G. F. ■

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venerdì, 13 maggio 2005
MASSAFRA - "A distanza di 27 anni, Massafra si onora di celebrare
un grande della democrazia". Sono le parole del sindaco di Massafra,
Giuseppe Cofano, che schiude le porte a quella che è l´iniziativa di
stasera organizzata dal Coordinamento Cittadino del partito della
Margherita. L´ iniziativa, una conferenza, prende il titolo di "Aldo
Moro 27 anni dopo: una riflessione". Il saluto sarà portato dai diversi
esponenti di partito locali e regionali, tra cui il coordinatore cittadino
Giuseppe Miraglia, il capogruppo consigliare Mimmo Convertino, il
sindaco di Massafra, Giuseppe Cofano, il coordinatore provinciale,
Franco Carbotti, e infine il consigliere regionale Michele Pelillo. A
relazionare sulla figura di Aldo Moro sarà invece il coordinatore
regionale della Margherita, Gero Grassi. La conferenza si terrà alle
19 presso il Teatro Comunale di Massafra, in Piazza Garibaldi.
G. F. ■
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sabato, 07 maggio 2005
Massafra - sabato 7 maggio 2005 all e 12.08

“Aldo Moro 27 anni dopo”, questo il titolo della conferenza che si terrà Venerdì 19 Maggio alle ore 19,30 presso il Teatro comunale Spadaro a Massafra.

 

L’incontro-dibattito organizzato dal coordinamento cittadino della Margherita, vedrà l’intervento di Gero Grassi coordinatore regionale del partito.

 

Interverranno tra gli altri il Sindaco arch. Cofano ed altri esponenti politici locali. A 27 anni dalla tragica scomparsa, avvenuta nel 1978 a conclusione del sequestro organizzato dale BR,  si impone una riflessione sulla figura e l’opera dell’illustre statista di Maglie. La sua eredità politica e morale viene rivendicata oggi da vari esponenti della ex DC e da componenti del mondo politico cattolico che militano nella Margherita.

 

Padre Costituente nel 1946, Aldo Moro (1916-1978) diventò segretario della DC nel 1959. Tra il 1963 ed il 1968 ricoprì la carica di Primo Ministro, promuovendo l’apertura di un dialogo e favorendo il coinvolgimento nelle alleanze di governo dei partiti laici e di Sinistra, partito comunista in testa.

 

Una tale apertura, che nasceva dalla consapevolezza delle trasformazioni sociali in atto nel paese, osteggiata da larghi settori della classe politica e dei poteri economici “forti”, doveva essere il presupposto di quella “democrazia dell’alternanza” che doveva costituire nel pensiero dello statista pugliese, il punto di arrivo di una piena maturazione democratica del paese.

 

L’aspetto più interessante ed attuale dell’opera di Moro sembra proprio essere questa costante tensione verso una democrazia effettiva che non doveva escludere pregiudizialmente nessuna componente politica dal governo.

 

Non meno attuale è, inoltre, la sua concezione “alta” della politica che ne fanno un modello di impegno civile ed integrità morale.

 

Questo ed altri aspetti della complessa personalità dello statista pugliese, saranno al centro del dibattito in programma

postato da: vinima alle ore 18:30 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
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