lunedì, 02 gennaio 2006

Città di Massafra
(Provincia di Taranto)
Ufficio Stampa
COMUNICATO STAMPA

“ACCENDI UNA VITA”

Venerdì 30 dicembre p.v. alle ore 17,30, presso il Castello Medievale, si “Accenderà una Vita”.
“Accendi una Vita” - note storiche e musicali per un sorriso in Burkina Faso (Africa) – è il titolo di una serata promossa dall’Assessorato alla Cultura e ai Beni Culturali e il Civico Museo Storico Archeologico della Civiltà dell’Olio e del Vino, in collaborazione con il Movimento Shalom onlus (sede di Taranto), Regione Puglia -Assessorato Pubblica Istruzione C.R.S.E.C. TA/50 - Biblioteca Comunale, Antonio Dellisanti Editore.
L’incontro, voluto dal responsabile del Museo dott.ssa Mina Castronovi e dai due collaboratori dott.ssa Gesa Currò e Maestro Gianni Attorre, ha come finalità, attraverso filmati prodotti dal Movimento Shalom di Taranto, quella di evidenziare la situazione di estrema povertà in cui versano le popolazioni del Burkina Faso.
Il movimento di volontariato Shalom, nato da circa trenta anni nel Comune di Santa Croce sull’Arno, per mano di Don Andrea Cristian, si occupa dei diritti umani, di cooperazione internazionale, di educazione alla pace ed alla mondialità.
Durante la serata, Associazioni Culturali, gruppi di lavoro e famiglie testimonieranno la loro personale esperienza circa le adozioni a distanza.

Alla serata interverranno il sindaco Giuseppe Cofano, l’assessore alla Cultura Ileana Iacovelli, il vicepresidente nazionale del Movimento Shalom Lucia Parente De Cataldis, Don Michele Quaranta, il responsabile del Museo Mina Castronovi e la dott.ssa Katia Centrone del Movimento Shalom.
La chitarrista massafrese Monica Scarano curerà uno spazio musicale.

Massafra, 29 dicembre 2005

immagine: http://www.sas.upenn.edu/

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martedì, 15 novembre 2005

Massafra - martedì 15 novembre 2005 all e 10.11
Un ponte per l’Africa, una mirabile iniziativa per aiutare un continente martoriato da guerre, da carestie da malattie e dalla miopia degli stati già sviluppati, che dovrebbero prestare più aiuto a chi ne ha bisogno. Protagonisti dell’opera sono il Comando della Polizia Municipale di Massafra e l’Arcipretura "San Lorenzo Martire". La prima, che aveva come obiettivo la realizzazione di un pozzo in Africa e un supporto alle popolazioni locali finalizzato alla protezione della sorgente che avrebbe alimentato lo stesso pozzo, si è appena conclusa con successo. È stato infatti ultimato il pozzo "Kwa Mulela" nella regione di Kitui in Kenya, vicino al villaggio di Wanzua nel distretto di Central. Il suo esterno è stato cementato e la pompa, per renderlo completamente attivo, è stata installata. L’iniziativa aveva preso il via lo scorso 20 gennaio, quando, in occasione dei festeggiamenti per San Sabastiano, patrono della Polizia Municipale, il Comando decise di aderire, versando il necessario importo, al progetto "Amref porta l’acqua". L’Amref è la principale organizzazione sanitaria privata, senza fini di lucro, con base in Africa. Attraverso centinaia di progetti all’anno, promuove lo sviluppo di 14 Paesi dell’Africa orientale: dal Kenya all’Uganda, dal Sudan al Sudafrica. Il pozzo costruito andrà a beneficio di 16 nuclei familiari e dei loro animali, assicurando loro la sopravvivenza.
Ci spostiamo, invece, nella provincia di Tanga in Tanzania, per la seconda iniziativa "Mille mattoni per una scuola in Africa", dove questa volta si è impegnata la Parrocchia "San Lorenzo Martire". Precisamente si vorrebbe realizzare una scuola materna e una prescuola elementare (awali) a favore dei bambini, il tutto per festeggiare e dare un senso all’ occasione del 25° anniversario di sacerdozio del parroco Don Sario Chiarelli, il prossimo 23 dicembre.
"L’occasione ci offre innanzitutto la possibilità di ringraziare Dio per il dono del sacerdozio e pregare perché il Signore susciti nuove vocazioni, ma nello stesso tempo ci dà l’occasione per vivere un’eperienza di solidarietà", scrive il Consiglio Pastorale Parrocchiale che, per la concreta realizzazione del progetto, si lascerà guidare dalle suore dell’Immacolata Concezione d’Ivrea che da diversi anni operano in quella regione. Per il momento continua la raccolta di fondi per la costruzione dell’awali, che comprenderebbe tre aule di scuola materna, una pre-scuola, il refettorio, un salone da gioco, i bagni, l’ufficio della direzione e un piccolo magazzino per il materiale. La spesa prevista è di 100.000 euro. Lo slogan "Mille mattoni per una scuola in Africa" sta a significare che ogni mattone ha il costo simbolico di 100 euro. Il Parroco Don Sario Chiarelli si sta pensando ad alcune iniziative di autofinanziamento, per sostenere la raccolta dei fondi, per far si che le mancanze di acqua pulita, di scuole non siano più causa di estrema precarietà per il continente africano, dove riuscire a sopravvivere è spesso una scommessa difficile da vincere.

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categoria: africa, massafra, chiese, san lorenzo martire

venerdì, 11 novembre 2005

MASSAFRA - Aiutare la popolazione
africana. Questo il fine
comune a due differenti iniziative
di solidarietà, portate
avanti da due diverse realtà massafresi:
il Comando Polizia Municipale
e l’Arcipretura "San Lorenzo
Martire".
La prima, che aveva come obiettivo
la realizzazione di un pozzo
in Africa e un supporto alle popolazioni
locali finalizzato alla
protezione della sorgente che
avrebbe alimentato lo stesso
pozzo, si è appena conclusa con
successo.
È stato infatti ultimato il pozzo
"Kwa Mulela" nella regione di
Kitui in Kenya, vicino al villaggio
di Wanzua nel distretto di
Central. Il suo esterno è stato
cementato e la pompa, per renderlo
completamente attivo, è
stata installata. L’iniziativa aveva
preso il via lo scorso 20 gennaio,
quando, in occasione dei festeggiamenti
per San Sabastiano, patrono
della Polizia Municipale, il
Comando decise di aderire, versando
il necessario importo, al
progetto "Amref porta l’acqua".
L’Amref è la principale organizzazione
sanitaria privata, senza
fini di lucro, con base in
Africa. Attraverso centinaia di
progetti all’anno, promuove lo
sviluppo di 14 Paesi dell’Africa
orientale: dal Kenya all’Uganda,
dal Sudan al Sudafrica.
Il pozzo costruito andrà a beneficio
di 16 nuclei familiari e
dei loro animali, assicurando loro
la sopravvivenza. Un Team
Amref ha tenuto un corso di
formazione, rivolto ad alcuni
membri del villaggio, su come
costruire un pozzo e su come
curarne la manutenzione e, inoltre,
ha fornito informazioni all’intera
comunità, sulle malattie
derivanti dall’acqua contaminata,
sulla necessità di trasportarla
e conservarla in taniche pulite,
su come evitarne gli sprechi e
sull’esigenza di differenziare l’uso
domestico da quello animale.
Ci spostiamo, invece, nella provincia
di Tanga in Tanzania, per
la seconda iniziativa "Mille mattoni
per una scuola in Africa",
questa volta ancora in corso.
Precisamente nel villaggio Veneti,
la Parrocchia "San Lorenzo
Martire", vorrebbe realizzare
una scuola materna e una prescuola
elementare (awali) a favore
dei bambini, in occasione
del 25° anniversario di sacerdozio
del parroco Don Sario
Chiarelli, il prossimo 23 dicembre.
"L’occasione ci offre innanzitutto
la possibilità di ringraziare
Dio per il dono del sacerdozio e
pregare perché il Signore susciti
nuove vocazioni, ma nello stesso
tempo ci dà l’occasione per vivere
un’eperienza di solidarietà",
scrive il Consiglio Pastorale Parrocchiale
che, per la concreta
realizzazione del progetto, si lascerà
guidare dalle suore dell’Immacolata
Concezione d’Ivrea
che da diversi anni operano
in quella regione.
Per il momento continua la raccolta
di fondi per la costruzione
dell’awali, che comprenderebbe
tre aule di scuola materna, una
pre-scuola, il refettorio, un salone
da gioco, i bagni, l’ufficio
della direzione e un piccolo magazzino
per il materiale.
La spesa prevista è di 100.000
euro. Lo slogan "Mille mattoni
per una scuola in Africa" deriva
dal fatto che ogni mattone ha il
costo simbolico di 100 euro.
Il Parroco Don Sario Chiarelli
annuncia una serie di iniziative a
cui si sta pensando, per sostenere
la raccolta dei fondi.
La mancanza di acqua pulita e di
scuole per l’istruzione mettono
in luce l’estrema precarietà in cui
vive il continente africano, dove
il problema principale è riuscire
a sopravvivere.
Francesca Piccolo ■

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categoria: africa, massafra

mercoledì, 05 ottobre 2005
"Nessuno si aspetterebbe
mai di vedere un bambino
scalzo salire su una
palma alta 30 metri a
raccogliere un cocco, per
guadagnarsi trenta centesimi.
Eppure in Africa
accade". È una delle tante
immagini di povertà
descritte da Piero Schettini,
un ragazzo di Massafra,
che è stato, assieme
a sei suoi concittadini,
Marco Camardo
Leggeri, Luca Natuzzi,
Luca Otomo, Cosimo
Macripò, il prof. Gennaro
Leogrande, Vita
Santovito, e quattro martinesi,
la prof. Paola Magisteri,
Ilaria Goffredo,
Antonio Leone e Annalisa
Serra, a Malindi, in
Kenya, dal 5 al 17 settembre.
Mandati dalla Cittadella
di Taranto e dall’associazione
"Amici di Malindi
e dintorni", fondata
da Fiammetta La Porta,
hanno insegnato agronomia
nella scuola di Malindi,
a cui ha dato vita
l’associazione stessa, e
hanno fatto il possibile
per dare un’istruzione a
ragazzi e ragazze dai 18
ai 22 anni. Hanno spiegato
cos’è una pianta e
hanno mostrato come si
immettono i semi in un
terreno e le tecniche da
adottare, sfruttando il clima
favorevole del luogo.
Tutto ciò al fine di sostenere
la popolazione
nella creazione di una
qualche forma di economia
che possa se non
abbattere, almeno limitare
la povertà diffusa.
"Gli abitanti di Malindi e
dintorni non producono
nulla. Abbiamo visto
un’unica azienda di fibra
tessile gestita però da inglesi.
Solo chi ha la possibilità
economica lavora
per il turismo, quasi sempre
sono stranieri. Gli
italiani, circa 600 a Malindi,
abitano in case immense
e, a mio parere,
tendono a sfruttare il più
possibile la popolazione
africana. In pochi vanno
lì per fare del bene. Gli
abitanti del luogo vivono
alla giornata, non hanno
regole. Vendono nei mercati
ciò che trovano oppure
acquistano un motocarro
e, per 50 centesimi,
ti portano dove
vuoi e addirittura attraversano
tutta Malindi con
biciclette pesantissime,
che probabilmente in Italia
si usavano 60 anni fa,
per 10 centesimi. Nonostante
le abitazioni siano
di fango e di foglie di
palma, non abbiano porte
e finestre, nonostante
non ci sia a una discarica
e l’immondizia venga
gettata per strada e lasciata
lì, a Malindi si sta
bene rispetto ad altri villaggi
africani, dilaniati
da conflitti etnici, che
non hanno luce, acqua
potabile, abitazioni. Molti
africani infatti dormono
sotto il baobab, un
albero immenso, e non
hanno nulla da indossare.
In un villaggio vicino
Malindi abbiamo visto
bambini prendersi a
schiaffi per un cappello
anche strappato. Per loro
il cappello è un bene di
lusso. Abbiamo lasciato
magliette, pantaloni, costumi,
teli mare, carta e
penne, persino i palloni,
visto che per loro il football
consisteva nello giocare
con calze girate al
contrario con un nodo ",
racconta Piero Schettini.
I ragazzi della scuola
hanno chiesto che venisse
insegnato loro l’italiano,
oltre che l’agronomia,
perché vedono
nell’Italia un Paese che
può dar lavoro. Gli abitanti
del luogo riservano
una calda accoglienza ai
forestieri e sono molto
religiosi. La Messa per
loro è una festa con canti
e balli.
"Siamo stati lì per dare a
questa gente la possibilità
di pensare, di capire,
di andare avanti. A dicembre
partirà un altro
gruppo diretto a Malindi,
sempre con la Cittadella.
Tra i progetti che si vorrebbero
realizzare, anche
l’apertura di ospedali e
laboratori di ricerca. Sono
esperienze che bisogna
vivere per capire in
quali condizioni vive il
popolo africano e che
segnano una persona per
tutta la vita", conclude
Piero.
Intanto l’associazione
"Amici di Malindi e dintorni"
ha tenuto martedì
scorso, nel Palazzo della
Provincia di Taranto, una
conferenza stampa e il
giorno dopo, a Massafra,
un incontro con i ragazzi
dell’Istituto Agrario, per
illustrare il viaggio, presentare
le nuove iniziative
cercando di sensibilizzare
quante più persone
possibile sulla necessità
di dare un futuro
all’Africa.
Francesca Piccolo ■
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categoria: africa, massafra

 


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