giovedì, 06 marzo 2008
La “forza” del mascheramento. Potrebbe sintetizzarsi così la riflessione di Christian Serio, delegato di Puglia della Federazione Italiana Carnevali, sulla 55a edizione del Carnevale di Massafra, che nonostante sia andata in archivio da 15 giorni, continua ad essere oggetto di dibattito in città.
«Quella di quest’anno – afferma Serio – è stata un’edizione memorabile; complice il bel tempo, è fra le più belle che ricordo, come affluenza di pubblico, organizzazione e spettacolarità del corso mascherato. La mia grande passione per il Carnevale mi porta a vedere in positivo persino le “ineleganti” contestazioni che hanno caratterizzato il martedì grasso, espressione dell’entusiasmo, della voglia di primeggiare, dell’agonismo e, soprattutto, dell’immensa fatica dei nostri cartapestai. C’è da dire – prosegue Serio – che la “zuffa” è nata da un gruppo di personaggi in giubba blu, che da anni accompagna il proprio carro senza maschera e che più che condividere l’allegria di mascherarsi per animare i propri maestosi carri si considerano guardie del corpo della loro opera. Senza considerare che una coreografia coinvolgente in cui figura chi ha realizzato in prima persona il carro – e non affidata solo alla prima scuola di ballo disponibile – è fondamentale per il successo dell’opera, che è l’insieme di un bel manufatto in cartapesta, di ingegnosi movimenti, di un sapiente montaggio con tanto di illuminazione, ma anche l’insieme delle tante maschere che ne interpretano lo spirito con vitale allegria».
«Forse il pubblico e la giuria – evidenzia Serio – saranno rimasti delusi dal carro “Gibergallo forever”, per il quale tanto si è prodigata la famiglia Gallo: ci si aspettava una coreografia composta da tanti ragazzi mascherati da “Gibergallo”, con i galli di peluche in mano e con le scope agghindate da colorati nastrini; non è condivisibile la scelta di aver fatto precedere il carro da tanti figuranti mascherati da anonimi diavoli e con il team realizzatore senza maschera. Solo i componenti della famiglia Gallo indossavano la maschera di “Gibergallo”. Persino lo storico animatore massafrese dei carri dei fratelli Festa, da sempre protagonista del nostro carnevale, ha preferito mascherarsi da diavolo, ed è significativo – incalza il delegato Fic – che anche l’altro team dei carristi contestatori fosse senza maschera».
«Mascherarsi coinvolge, addolcisce i cuori, diverte e contribuisce a far vivere con spirito goliardico il Carnevale, il cui significato non è certo legato al punteggio ottenuto, bensì al fatto di regalare qualche ora di spensieratezza. Il coinvolgimento di tutti – osserva Serio – avrebbe evitato la polemica in pieno svolgimento della sfilata ed i carristi avrebbero potuto manifestare le loro ragioni successivamente. Coinvolgimento e voglia di stare insieme – conclude Serio – hanno animato i 250 ragazzi del Liceo di Massafra, che, nonostante il secondo posto ex aequo condiviso con un gruppo un po’ meno colorato del loro, sono già pronti ad affrontare la sfida del 2009 con lo sbarco dei 1000 “Figli dei Figli di Troia”, il mitico gruppo mascherato del 1982 che grazie a un forte movimento di giovani portò un rinnovamento nei costumi e nelle coreografie».
postato da: vinima alle ore 01:01 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   06 Marzo 2008 - 12:16
 
Ma è un articolo di un mese fa!
Perchè continuare con questa storia?

Hai venduto poco,vero Christian!Ti rifarai con i FIGLI DI TROIA!
Furba.....
utente anonimo

#2   06 Marzo 2008 - 20:53
 
penso che questo gibergallo lo vogliono solo i gallo, capisco l'affetto ma ho saputo che girano nanche interessi economici, certo sarebbe bello avere una maschera di massafra,magari bisogna pensarne un altra.
mik
utente anonimo

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categoria: massafra, carnevale

 


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