giovedì, 31 gennaio 2008
Il carnevale è fantasia, allegria, passione, spettacolo, emozioni.

Appellarsi al codicillo, al regolamento, al cavillo per abbattere il concorrente è contrario a quanto voule il principale promotore della manifestazione: il pubblico.

Chiedere la squalifica di due maschere perché hanno una progettazione innovativa vuol dire sclerotizzare la manifestazione, renderla statica, immobile, uguale a se stessa.

Nel rispetto di questa logica giustizialista si può anche chiedere a gran voce di squalificare chi non è riuscito ad essere pronto per il primo corso, comprensibile per un carro ma molto più opinabile per una
maschera isolata... e chi ha orecchie per intendere intenda!

Il paragone con i carri grandi è poi vieppiù fuori luogo. In tal caso si tratta di un'opera con due separate iscrizioni e due separati premi. Nel caso di specie si tratta, invece, di opere che con un unico premio (che tutti sanno essere esiguo per le maschere isolate) dovranno sopportare più spese e più lavoro.

L'opera di Mastromarino, inoltre, è accompagnata da una figurante con un costume in gommapiuma, difficilmente assimilabile ad un prodotto in cartapesta esterno alla mascherata.

Concludendo, si potrebbe decidere di squalificare, punire, espellere, mettere alla gogna i due mascheratisti innovatori oppure accettare con dignità il giudizio della giuria appositamente costituita per la formazione di una classifica finale.

Le trovate giuridichesi lasciamole ai tribunali, il carnevale è fantasia, w il carnevale!

vinima
postato da: vinima alle ore 00:37 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: viareggio, massafra, carnevale

giovedì, 31 gennaio 2008
postato da: vinima alle ore 00:28 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: viareggio, massafra, carnevale

mercoledì, 30 gennaio 2008
Dal programma del candidato:

"Il Carnevale merita una particolare attenzione per poter essere poi gestito in maniera adeguata. Le improvvisazioni devono cedere il posto ad una seria progettualità. Gli operatori della cartapesta hanno ormai perfezionato la loro manifattura e l'ente pubblico e la politica devono dare una risposta adeguata ad un evento che ormai supera i confini localistici.
Un salto culturale e di qualità può far decollare definitivamente il Carnevale Massafrese. Una macchina organizzativa stabile individuata nella forma giuridica più opportuna tra operatori della cartapesta, imprenditori, operatori culturali, operatori turististici e l'Ente pubblico, sono la migliore ricetta per iniziare. Sulla base di queste premesse si è in grado di raccogliere la sfida lanciata dai F.lli Mastromarino attraverso l'iniziativa "TI VOTO SE" per la posa della prima pietra dei capannoni, entro i primi 100 giorni del mandato amministrativo".

Massafra, lì 28/04/2006


Forza Italia A.N. La Puglia Prima di Tutto


CANDIDATO SINDACO

Dott. Martino Carmelo Tamburrano

postato da: vinima alle ore 15:08 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: politica, massafra, carnevale, capannoni, tivotose

mercoledì, 30 gennaio 2008
postato da: vinima alle ore 14:48 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: massafra, carnevale

mercoledì, 30 gennaio 2008
postato da: vinima alle ore 14:47 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: massafra, carnevale

mercoledì, 30 gennaio 2008
Il titolo non si riferisce ad un mistero o ad un crimine rimasto impunto nella cittadina famosa per le sue gravine. Il titolo, invece, si riferisce ad una presunta leggenda metropolitana sull'esistenza della tonalità di colore “giallo massafrese”.
Mi spiego meglio. Gli abitanti dei paesi limitrofi a Massafra sono soliti sostenere che i massafresi usino vestirsi in maniera molto eccentrica: giubbotti gialli o verdi fosforescenti, pantaloni rossi o viola (anche in inverno), scarpe color argento o oro e poi muniti di tutti gli accessori ornamentali tipo orecchini, collane, anelli che siano ad indossarli uomini o donne. Attenzione: non stiamo parlando, quindi, di spolverini con il pellicciotto sul collo o cappotti leopardati o zebrati o di jeans eccessivamente strappati ed alla moda. Stiamo parlando di abbigliamento con colori molto vistosi, indumenti che potrebbero fare invidia ai dipendenti dell’ANAS in quanto catarifrangenti.
Quindi, per indicare un colore troppo sgargiante quasi come un pugno in un occhio, come ad esempio il giallo, si usa dire, sempre nei paesi limitrofi a Massafra, “giallo massafrese”.
Premesso che secondo gli abitanti dei paesi limitrofi il massafrese indossa contemporaneamente (dal basso verso l’alto) scarpe di vernice argentate, pantaloni rossi (o viola), collana d’oro, orecchini, anello papale, bracciali, camicia scura ma sempre metallizzata, giubbotto giallo o verde fosforescente, l’altro giorno ho avuto i complimenti da una mia alunna (di Palagiano) la quale mi ha detto: “ ‘pressò, però vi vestite bene! Non sembrate uno di Massafra!”
Onestamente non so se questa affermazione fatta da una ragazzina di 18 anni possa riempirmi d’orgoglio o meno.

Peppi
da: http://staypaied.blogspot.com/2008/01/giallo-massafrese.html
foto: http://83.224.70.3/farm1.static.flickr.comm/49/152175171_32a731710a.jpg?v=0
postato da: vinima alle ore 14:33 | Permalink | commenti | Discutine nel FORUM
categoria: satira, abbigliamento, massafra

mercoledì, 30 gennaio 2008