venerdì, 30 dicembre 2005

Il Consiglio Comunale è stato convocato, in sessione ordinaria, in prima convocazione per mercoledì 28 dicembre p.v. alle ore 10,00 ed in seconda convocazione per giovedì 29 dicembre p.v. alle ore 10,30, presso la Sala Consiliare di Piazza Garibaldi, per discutere i seguenti argomenti:
Piano di Zona Sociale;Determinazioni Lavoratori LSU;
Alienazione vano sito in Piazza Garibaldi di proprietà comunale; Rivisitazione urbanistica Piano di Zona 167 - comparto 1.
Intanto l’Assessorato all’Agricoltura, retto da Floriano Convertino, comunica agli agricoltori ed agli imprenditori agricoli, proprietari dei fondi rustici interessati dalle forti gelate dei giorni 19, 20 e 21 dicembre c.a., la possibilità di presentare le istanze di segnalazione dei danni subiti dalle colture agrarie in atto.
La suddetta istanza deve essere inoltrata al Protocollo Generale del Comune, sito in Via Vittorio Veneto 1°p.
Il modello di “segnalazione danni” è disponibile presso l’Ufficio Agrario Comunale, ubicato in Viale Magna Grecia (nei pressi dello Stadio Italia), o sul sito internet comunale www.comunedimassafra.it / Ripartizione Attività Produttive.

Angelo Nasuto


foto: http://www.agrimodena.it/storiche/gelo8-4-2003/07.jpg

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giovedì, 29 dicembre 2005

MASSAFRA Il responsabile de «L'Italia dei valori»

D'Erchia a capo dell'Unione? Proposta lanciata dai «Verdi»





MASSAFRA Giovanni D'Erchia a capo dell'Unione per le prossime amministrative? Potrebbe essere una soluzione per garantire alla città di Massafra una guida coerente e riformista. La proposta giunge dal coordinatore provinciale dei Verdi per la Pace, Francesco Longo che, prendendo atto della nomina di Giovanni D'Erchia a responsabile comunale dell'Italia dei Valori, ha vagliato un piano utile a garantire un maggiore rispetto del territorio. «Siamo certi - afferma Francesco Longo - che Giovanni D'Erchia saprà interpretare con grande coerenza e responsabilità il suo ruolo politico. Proprio di responsabilità ha bisogno Massafra per bloccare un crescente deterioramento del suo territorio, che da circa un decennio è sottoposto a una «invasiva» deturpazione e inquinamento, del suo ambiente, attraverso siti e discariche di Rsu e amianto che hanno compromesso non poco la sua immagine di città della civiltà rupestre. Inoltre - aggiunge il coordinatore provinciale dei Verdi per la Pace - Massafra è stata interessata da una abnorme e incontrollata espansione urbana che, senza un vero strumento urbanistico (Prg), ha creato le condizioni di un territorio a rischio idrogeologico di livello molto elevato. In sostanza, le trasformazioni ad esso apportate non sono state accompagnate da opere per il convogliamento delle acque meteoriche. I politici attuali non possono dimenticare che Massafra è stato il comune che ha subito danni per milioni di euro. Purtroppo, gli amministratori di questa città continuano ad avere forti ambiguità anche in riferimento al Parco delle Gravine, restringendo e allargando la perimetrazione del suo territorio, che la Regione ha definitivamente risolto. Nei giorni scorsi - ricorda Longo - ho avuto modo di apprezzare alcuni interventi di Giovanni D'erchia, nei quali individuava nei comuni la responsabilità di una gestione «dissennata» del proprio territorio. Su questo, anche l'amministrazione Provinciale non può e non deve fare sconti, evitando tentennamenti sulla questione delle discariche per rifiuti speciali negando ogni autorizzazione. La giunta Provinciale e il suo Presidente sono comunque responsabili dell'operato dei suoi dirigenti, anche quando si danno autorizzazioni dell'apertura di discariche (Gravinola). I convegni organizzati dalla Provincia sulla difesa del suolo sono importanti, ma è prioritario e urgente istituire e attuare lo strumento operativo per redazione del Putt e il Sit (strumento informatico territoriale) per la gestione delle emergenze. Il coordinamento dei Verdi - conclude Francesco Longo - ritiene importante che alle prossime elezioni amministrative non ci siano candidati che si sono resi responsabili di aver determinato una situazione ad alto rischio per la propria collettività». Antonello Piccolo

29/12/2005

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giovedì, 29 dicembre 2005



MASSAFRA/ «Gelate» alla colture, segnalare i danni all'assessorato





MASSAFRA Il forte freddo dei giorni scorsi ha provocato danni all'agricoltura. Colpiti principalmente gli agrumeti. Per alleviare la già grave situazione che da tempo attanaglia gli imprenditori agricoli, l'assessore all'Agricoltura, Floriano Convertino, comunica ai proprietari dei fondi rustici interessati dalle forti gelate dei giorni 19, 20 e 21 dicembre 2005, la possibilità di presentare le istanze di segnalazione dei danni subiti dalle colture agrarie in atto. Per l'espletamento delle pratiche riguardanti la copertura dei danni si prevede un rapido accertamento dei danni subiti e delle aree interessate. La concomitanza di eventi negativi che hanno colpito vaste aree della regione configura una situazione di crisi generale e di grave emergenza che non è possibile risolvere con gli ordinari strumenti legislativi. Occorrono, quindi, provvedimenti straordinari, indispensabili per scongiurare il collasso dell'economia e una crisi che può divenire irreversibile. Sono necessarie misure in grado di ridurre al massimo le perdite di reddito e degli investimenti effettuati. L'assessore Floriano Convertino ha evidenziato l'esigenza di garantire trasparenza e certezza sulle misure a sostegno delle aziende agricole realmente danneggiate, evitando così ogni speculazione. La suddetta istanza deve essere inoltrata al Protocollo Generale del Comune, sito al primo piano della sede municipale di via Vittorio Veneto. Il modello di «segnalazione danni» è disponibile presso l'Ufficio Agrario Comunale, ubicato in Viale Magna Grecia (nei pressi dello Stadio Italia). a.picc.

29/12/2005

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giovedì, 29 dicembre 2005

Il decesso di un 65enne massafrese nella piazzetta dell’ospedale


Il Natale a Massafra ci riporta alla dura realtà della miseria e della condizione di estrema povertà, che l’uomo non può sostenere. Fino a morire per strada senza che nessuno si accorga di nulla, senza che nessuno possa soccorrerlo e aiutarlo. E' morto così Giuseppe Mappa, 65enne proprio il giorno di Natale, intorno alle 15.30, il personale del 118 l'ha trovato seminudo, rannicchiato dietro una piccola siepe di piazza Caduti in Nassirya di fronte all'ospedale cittadino «Pagliari». Il decesso risaliva ad alcune ore prima. L'uomo sarebbe morto per cause naturali. Viveva all'interno della sua auto nelle piazze di Massafra ed è probabile che sul decesso abbiano influito una vita di stenti e il freddo di questi ultimi giorni. Una morte assurda che ci ripropone nei giorni delle festività natalize il dramma della solitudine e di quanti vivono ai margini della società e soprattutto al di sotto della soglia di povertà.
A tal proposito padre Giuseppe Moni, parroco di San Francesco di Paola, è intervenuto con un amaro commento sull’accaduto, esprimendo «rabbia, indignazione, protesta interiore. «Ci prende - afferma padre Moni - un senso di impotenza, anche perché, sempre di più e giustamente, ci stiamo interessando di quello che comunemente chiamiamo Terzo Mondo. Ma da anni ormai ci dicono che ne esiste un Quarto, trasversale agli altri tre. Presente sotto casa, sotto il nostro naso. Chi ci crederà? Nessuno. Nessuno fin quando continueremo con i nostri discorsi di circostanza. Sulla carta diciamo che tutto funziona a dovere, ma chi sa veramente cosa sta soffrendo la nostra gente di Massafra? . Quello di Giuseppe - prosegue padre Moni - è stato un dramma della notte, invisibile, eppure vicino. Ora vogliamo cercare di capire e, magari, lavorare insieme. Senza dispersione di energie. Senza ideologie ma solo in nome dell'uomo ».
Il parroco di San Francesco si chiede anche chi è a conoscenza delle sacche di povertà e di miseria. Noi risponderemo proprio nessuno; forse, soltanto le parrocchie e la Caritas, che comunque non possono sostenere tutto il peso, anche perché a loro volta poco sostenute dalle “alte gerarchie clericali”. E allora come sottolinea padre Moni ci dobbiamo affidare a coloro che, in nome della carità, laici, volontari e persone consacrate, vivono in proprio la dimensione esatta della vita cristiana, quella del servizio, della solidarietà e carità. Ma purtroppo quest’ultimi sono sempre troppo pochi.

Angelo Nasuto

foto: http://www.informatissimafotografia.it

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mercoledì, 28 dicembre 2005
Romanzo fra storia e leggenda di Antonio Dellisanti
Su Massafra la maledizione del monaco Godrisio
Nascondere ciò che potrebbe favorire lo sviluppo del paese
Allo Stella-Caracciolo
Questa sera
la presentazione
PALAGIANELLO - Questa sera alle ore 18,30, presso il castello
Caracciolo-Stella, il sindaco Francesco Petrera, l’assessore alla
cultura Giacomo Carpignano e la mediovalista Mina Castronovi.
presenteranno il romanzo di Antonio Dellisanti "Il segreto delle
cerve".
i De Castelluccis poi, gli
dovevano, per il resto facessero
pure i loro comodi
sulla popolazione. E le pagine
di Dellisanti sono le
migliori quando denuncia le
ruberie del primo e del secondo
feudatario. Nel descrivere
la loro politica Dellisanti
usa parole a volte di indignazione,
a volte di invettiva:
inumano, protervia,
prepotenza, governo dispotico,
tiranno di Massafra, che
imponeva la sottomissione
totale, fisica e psicologica dei
suoi amministrati, crudele al
punto di torturare, imprigionare
e impiccare quanti non
avessero soldi bastevoli per
pagargli le gabelle, cioè le
estorsioni. A Napoli giungevano
le suppliche dei massafresi
derubati e spogliati,
ma il re destituì il Piscicello
solo perché non voleva restituire
le armi dell’Università,
che erano armi del re,
cioè il re si mosse solo quando
si sentì egli derubato, del
popolo non gli importava nulla.
Quelle corti leziose e avide,
quei castelli abitati da estorsori,
i cui esattori erano soldataglia
mercenaria, non meno
ladresca dei loro committenti,
fermavano la naturale
evoluzione del Sud, che
al dire di Carlo M. Cipolla,
nel mille aveva la migliore
agricoltura d’Europa e stava
meglio del Nord. In quei
castelli chiusi al mondo, dunque,
mentre si ripeteva una
vita sempre uguale a se stessa,
incubava la Questione meridionale,
irrisolta ancor oggi.
E in un periodo di coinvolgente
malinconia Dellisanti
scrive, per i suoi contemporanei:
"Le baronie…
che triste periodo per Massafra.
La città era stata incapace
di generare un sua
classe dirigente. (…) Un male
che avrebbe portato alla
sudditanza perpetua".
Dellisanti, racconta anche
una storia di miope egocentrismo,
le cui interpretazioni
lascia al lettore: la storia del
monaco Godrisio. Un personaggio
leggendario, di
dubbia esistenza in vita, dice,
che però, fra i suoi concittadini
è il solo a conoscere
l’esistenza dei graffiti della
Madonna su un masso, in una
grotta, "venerata", quella Madonna,
dalle cerve. Solo in
punto di morte il monaco
svela il suo segreto, dicendo
al suo allievo, al De Castelluccis
junior di seguire le
cerve, le quali, quindi, assolvono
alla funzione dapprima
di devote custodi della
divinità, che non può mai
restare sola, poi di messaggere.
Perché un monaco tiene nascosta
per sé un’immagine
sacra? Se l’avesse portata in
città o le avesse fatto erigere
un santuario la Madonna sarebbe
stata di tutti ed egli
sarebbe stato un benemerito e
un santo in vita; invece sceglie
d’essere precettore del
baronetto. Era geloso della
sua Madonna, Godrisio, o
temeva che mettendo la Madonna
al centro della vita
comunitaria, quindi al di sopra
della piccola corte di
paese, avrebbe perduto il suo
ruolo, i suoi privilegi, cioè
avrebbe fatto solo il monaco,
invece di vivere fra i potenti,
a guisa di potente? Cose eterne
e contemporanee, insomma:
un clero in cui ad ogni
mistico (Attanasio, il superiore
di Godrisio), corrisponde
un Esaù, ad ogni servitore
di Dio e degli uomini uno
svenditore dei suoi diritti per
un piatto di lenticchie.
Il romanzo di Dellisanti, come
ogni favola che si rispetti,
circonda di mistero la conversione
del tiranno: una qual
sopravvenuta indolenza, una
qual incapacità di punire perfino
chi gli aveva rubato i
gioielli in casa ed era stato
colto in flagranza. Indolenza
che fa cedere il posto di
capocaccia al giovane figlio,
cosa impensabile fino al giorno
innanzi. Il barone nel dare
al figlio il comando della
caccia gli lascia una specie di
testamento spirituale, dicendo:
"Ho causato molti lutti in
quest’angolo di terra. La mia
coscienza non sopporta più il
peso delle mie malefatte. Ho
governato nel peggiore dei
modi e solo per arricchirmi…
ma di che cosa? Di nemici".
Ma si può essere schiantati
dal peso di lutti e malefatte
per arricchirsi? Dellisanti dice
di sì; e lo dice per preparare
il terreno all’evento
religioso. E’ come se, in agonia
di Godrisio, sapendo che
stava per "riapparire" ai suoi,
la Madonna ripulisse la sua
città: fa convertire il De Castelluccis
e fa restituire la
città al Piscicello, senza alcuna
voglia di vendetta contro
il suo usurpatore, ormai ai
suoi piedi. Ripulitura della
città è anche la consegna
dell’immagine: il monaco, o
geloso o vanitoso, la lascia a
Angeli anche le cerve, messaggeri
fra il divino e l’umano.
Le devote e angeliche cerve
della leggenda massafrese
fanno gioire Empedocle in
fondo al suo Etna. Il filosofo
siciliano diceva che uccidere
un vivente è uccidere un parente.
E al mangiatore di
carne sentenziava: "Fino a
quando, insensato, straziante
e straziato, divorerai la tua
stessa sostanza?".
In "Il segreto delle cerve"
Antonio Dellisanti (Dellisanti
editore, 142 pagine, 10
euro) racconta la scoperta del
quadro della Madonna della
Scala. Un evento di fine ’400.
Lo stile è colloquiale, i dialoghi
son rari, ma taluni un
po’ lunghi, la presentazione
dello stato d’animo dei protagonisti
a volte è didascalica,
cioè il minimo necessario,
a volte di fulminante
intuizione, perfino profetica.
Il tempo della scoperta è
quello dei secoli bui del feudalesimo.
Altrove in Italia, in
quei giorni, s’avvertiva la nascita
della fiorente stagione
che sarà detta Rinascimento;
Massafra, però, e con essa
tutto il Sud, era una Università,
un paese, in cui vivevano
i servi della gleba del
re di Napoli che li amministrava
attraverso suoi fiduciari.
Al re importava ciò che questi
fiduciari, i Piscicello prima e
un baronetto ancora giovane
per peccare, tenuto lontano
dal potere dal padre perché
"bamboccio", come tutti i padri
"esagerati" considerano i
loro figli, cioè incapaci di
imitarne e perpetuarne le gesta.
La conversione del De
Castelluccis senior, dunque,
potrebbe avere anche un’altra
spiegazione: resa perché senza
un degno erede.
Il romanzo si legge in poche
ore: lascia la spenta rabbia
per la ladresca spietatezza di
quei nobili, e lascia l’amaro
per la capacità di dissipazione
di se stessi che hanno i
meridionali: Massafra ha uno
dei santuari più maestosi del
mondo, in un angolo di mondo
fra i più rari per selvaggia
bellezza, nella gravina, con
infiniti posti storici e leggendari,
eppure, quel santuario
e quella Madonna che
la liberò dal servaggio feudale,
è poco più che un luogo
caro solo ai massafresi.
La maledizione di Godrisio
par gravare su Massafra: il
meglio, ciò che potrebb